Con il termine correnti marine si indica il movimento di acqua non dovuto al moto ondoso, possono essere permanenti, stagionali o temporali (correnti di marea).

Le correnti di gradiente
Sono dovute alla irregolare distribuzione della pressione sulla superficie del mare, ed alla differenza di densità di masse d’acqua adiacenti.
Si generano quando la superficie dell’acqua assume una certa inclinazione, fatto che accade per l’azione del vento, o per la presenza di masse d’acqua contigue di diversa temperatura e salinità . Le correnti di gradiente dovute a diversa pressione atmosferica ed all’ammassamento dell’acqua dovuto al vento sono di intensità modesta, e pressoché irrilevanti ai fini della navigazione in mare aperto.

La situazione cambia in prossimità di costa, se il vento che spira verso la costa è di intensita’ adeguata, si possono ammassare lungo costa notevoli masse d’acqua che, non potendo rifluire verso il largo a causa del vento contrario, danno luogo a forti correnti che scorrono parallelamente alla costa.

Le correnti di deriva
Sono dovute all’azione di trascinamento creato dall’attrito esistente tra la massa d’aria in movimento e la massa d’acqua superficiale del mare.
I forti venti costanti come gli alisei che spirano in Oceano Atlantico, ed i monsoni che spirano nell’oceano indiano, sono la causa di gran parte delle correnti di deriva costanti. Venti leggeri possono generare deboli correnti di deriva in circa sei ore, sono necessarie ben 48 ore di vento forte perché la relativa corrente di deriva raggiunga la velocità di regime.

Circolazione generale nel Mediterraneo
Nel bacino del Mediterraneo le correnti sono solitamente deboli e di direzione variabile. La circolazione superficiale è fortemente influenzata dai venti che al largo possono generare correnti superficiali di intensità fino ai due nodi. Poiche’ l’evaporazione e’ tale da non poter essere compensata dall’apporto di acqua fluviale e piovana, è sempre presente una corrente entrante dallo stretto di Gibilterra. In sostanza il Mediterraneo viene rifornito da acqua oceanica che dopo aver passato lo stretto di Gibilterra fluisce verso Est. In realtà in corrispondenza dello stretto la direzione della corrente non è sempre entrante, ma cio’ e’ dovuto alla sovrapposizione alla corrente di gradiente appena descritta, della corrente di marea che in quell’area ha valori sensibili. La corrente entrante in Mediterraneo si spinge verso Est dividendosi in un ramo principale ed in altri secondari. Il ramo principale, sotto l’effetto della forza di Coriolis, dirige verso destra e si addossa alla costa africana perdendo via via intensità fino ad estinguersi. L’intensita’ della corrente si mantiene fra 0,8 ed 1 nodo lungo le coste dell’Algeria, quindi diminuisce procedendo verso oriente. Nello stretto di Sicilia l’intensita’ varia tra i 0,4 ed 1 nodo. A questo andamento generale si sovrappongono numerose e varie situazioni particolari.