Un territorio in cui mare e terra si fondono a formare un’ area unica e suggestiva. Dieci miglia di costa rocciosa ricca di baie, spiagge e fondali profondi, sovrastata da una catena di monti che corrono paralleli al litorale. Terrazzamenti coltivati a vite e a olivo, il cui contenimento è assicurato da antichi muretti a secco. Un patrimonio naturalistico di grande varietà. Sentieri e mulattiere dai panorami mozzafiato.

Cinque borghi: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, che si affacciano sul mare. Un ambiente in cui il lavoro secolare di generazioni ha trasformato un territorio inaccessibile in un paesaggio di straordinaria bellezza, tutelato nella sua assoluta unicità da un’ Area Marina Protetta e un Parco Nazionale. Queste, in sintesi, le Cinque Terre, dichiarate dell’ UNESCO fin dal 1997 Patrimonio Mondiale dell’ Umanità .

La cucina delle Cinque Terre è una cucina povera, erede di una tradizione millenaria legata alla storia del territorio. I piatti di oggi conservano infatti le caratteristiche di quelli di un tempo, come il rispetto dei profumi e dei sapori. Il pesce fa da padrone: acciughe, orate, branzini, totani, seppie, polpi e calamari sono tra i principali ingredienti di molti piatti. Portate impreziosite dalle essenze aromatiche che crescono in tutta l’ area, come origano, timo e maggiorana, condite dal locale olio di oliva e innaffiate con i superbi vini bianchi della zona. E, a proposito di verdure, coltivate ovunque negli orti, largo spazio alle torte e ai minestroni vegetali, preparati con borragine, bietole, cavoli, carciofi, patate e porri.

Se un tempo la viticoltura nelle Cinque Terre era uno degli aspetti distintivi della zona, oggi sono in pochi a lavorare nel settore. Proprio per favorire questa tradizione esiste dal 1982 la Cooperativa Agricola che produce il  “Cinque Terre” e lo Sciacchetrà , due vini a denominazione di origine controllata. Il primo è un bianco secco delicato, di colore giallo paglierino, ottimo con i piatti di mare, con le torte di verdura e le focacce. Il secondo, senza dubbio il vino più conosciuto delle Cinque Terre, è un passito, dolce e liquoroso, di grande struttura e aroma, adattissimo a dessert consistenti. Lo Sciacchetrà , prodotto in quantità limitatissima, è ottenuto dalla fermentazione delle stesse uve del bianco lasciate tre mesi ad asciugare sui tralicci. La pigiatura, che avviene alla fine di novembre e forse all’ origine del nome (“sciacà”, schiacciare).

Per maggiori informazioni: www.cinqueterre.it
Per sapere come e dove navigare in sicurezza: www.parconazionale5terre.it
Mappa sentieristica: www.parconazionale5terre.it/sentieri-outdoor.php