E’ bene fissarsi in testa che chi va per mare deve fare il passo secondo la sua gamba: la natura, in mare come in montagna, non perdona l’improvvisazione!

Sara’ sicuramente utile tendere il paterazzo per rendere l’albero piu’ solido ed eliminare la “catenaria” di prua. La presa di mani di terzaroli servira’ a ridurre lo sbandamento e ad “appiattire” la randa, rendendola piu’ adatta a sopportare i venti forti. Per diminuire la “portanza” delle vele, e’ opportuno portare il carrello della scotta della randa all’estremita’ sottovento della rotaia, cosi’ come arretreremo il carrello della scotta del fiocco. In tal modo appiattiremo il fiocco nella parte bassa permettendo cosi’ lo “scarico” laterale del vento.

Alcune azioni preventive:

  1. Controllare che gli scarichi del pozzetto siano aperti.
  2. Chiudere tutti i boccaporti e gli oblo’.
  3. Tenere a portata di mano il tambuccio per poter chiudere il boccaporto di accesso all’interno.
  4. Chiudere tutte le prese a mare, escluso naturalmente quelle di raffreddamento del motore.
  5. Controllare il rizzaggio della zattera di salvataggio verificando che sia “in chiaro” la ritenuta che ne permette l’autogonfiaggio.
  6. Verificare che nulla sia in bando sulla coperta o nel pozzetto.
  7. Controllare che le maniglie dei verricelli abbiano il “fermo” inserito.
  8. Controllare che le manovre dell’albero siano in chiaro.
  9. Controllare che i fiocchi e la tormentina siano in ordine.
  10. Controllare la randa (drizza in chiaro) e l’efficienza del sistema della presa di mani di terzaroli.
  11. Un’ora prima della partenza o dell’arrivo della burrasca, assumere medicinali contro il mal di mare (cerotto, pillole), se nell’equipaggio ci sono sofferenti.
  12. Stivare tutto in modo che non vi siano oggetti liberi di muoversi. Rizzare eventuali contenitori.
  13. Controllare la perfetta funzionalita’ delle pompe di sentina.
  14. Assicurarsi che ogni componente dell’equipaggio conosca l’ubicazione dei razzi di soccorso, degli estintori e della cassetta di pronto soccorso. Se necessario, spiegare l’uso della radio.
  15. Preparare per tempo del caffe’ e/o the e versarlo in uno o piu’ thermos.
  16. Preparare panini, gallette o biscotti e tenerli in un luogo dove non possano bagnarsi.
  17. Se si prevede che la burrasca arrivi di notte, prendere almeno una mano di terzaroli e alzare il fiocco o la tormentina quando c’e’ ancora la luce. Meglio sempre stare “sotto invelati”, la notte, e farsi trovare gia’ in assetto quando arriva la buriana.
  18. Controllare la carica delle batterie, mettendole sotto carica se necessario.
  19. Controllare l’efficienza della radio. Tenere un telefono cellulare (carico) e acceso con la predisposizione del numero verde della Capitaneria di Porto (se la navigazione e’ in prossimita’ della costa).
  20. Indossare le cinture di sicurezza, controllando che il cavo di ritenuta sia in chiaro e vincolato allo scafo. Se possibile, fissare la “life-line”, un robusto cavo che va da poppa a prora ben legato alle strutture fisse.
  21. Indossare il vestiario idoneo per il periodo, tenendo presente che si puo’ soffrire il freddo anche in piena estate. Mettere calze di lana o termiche e stivali in modo da stare all’asciutto. Tenere pronta una muta di ricambio.
  22. Tenere sul tavolo da carteggio la carta ben fissata e avere l’avvertenza di seguire con cura la navigazione (anche se solo stimata). Servira’ ad avere un’idea abbastanza precisa del “dove siamo”. Scrivere sul brogliaccio i dati che ci servono: velocita’, rotta, forza e direzione del vento.
  23. Indossare il giubbotto salvagente anche se ci da’ fastidio nei movimenti. L’obbligo diventa assoluto per chi manovra all’albero e ancor piu’ a prua.
  24. Controllare che il motore sia in ordine e pronto a partire.
  25. Tenere d’occhio il barometro: quando scende la perturbazione arriva. Quando accenna a risalire e’ tempo di pensare ad assumere un assetto con maggiore velatura, che aumenteremo gradualmente.
  26. Tenere ben presente la zona di mare in cui si naviga.