Si narra che la Venere del Tirreno, al momento di emergere dalle acque del nostro mare per abbracciare l’orizzonte lascia sfuggire sette perle dalla collana che adornava il suo bianco collo le quali caddero in mare trasformandosi nelle Isole dell’Arcipelago Toscano. Questo è formato da 7 isole: Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa, Montecristo, Giglio e Giannutri. L’unicità e la bellezza di queste perle, sono da assaporare in tutte le stagioni. Infatti se d’estate siete attratti dalla prerogativa di un week-end, un soggiorno in queste isole, troverete sicuramente storia, cultura e natura a d accogliervi durante tutto l’anno. Ogni isola si differenzia dall’altra. Ognuna ha una storia, una leggenda, che affascina ed incanta. I periodi passati “saltellando” da un’isola all’altra, sono indimenticabili proprio per la diversità che le lega in un parco nazionale che cerca di valorizzare ancora di più il paesaggio, la magia di questi luoghi, mare cristallino e macchia mediterranea, pinete affacciate su scogliere a strapiombo, calette nascoste e grandi spiagge di sabbia morbida. L’Arcipelago Toscano è una terra emozionante che nasconde angoli di natura selvaggia e fondali marini da scoprire.

L’isola principale è l’Elba, la terza più grande d’Italia dopo la Sardegna e la Sicilia, famosa in tutto il mondo per avere ospitato Napoleone in esilio nel 1814. Un territorio che si sviluppa per 147 chilometri di costa e propone a chi lo visita spiagge sempre diverse: dalla sabbia dorata della Biodola ai sassi di Cavoli, che colorano il mare di riflessi turchini, fino alla spiaggia nera di Topinetti, la cui sabbia è scura a causa della presenza di ferro. L’Elba è infatti ricca di minerali e sin dall’antichità è stata un centro di attività estrattive, come si può scoprire nel museo minerario di Rio Marina ed in quello di Rio nell’Elba.

L’ Isola del Giglio è la seconda per estensione dell’ Arcipelago Toscano. Vero e proprio paradiso naturalistico, l’isola deve il suo nome dal greco aegilione, isola delle capre, probabilmente a causa del suo territorio montuoso adatto agli animali rupestri. Tutta la costa è frastagliata, con rocce scoscese intervallate solo dalle cale dell’ Arenella, di Porto e Cannelle lungo la costa est e dalla più ampia spiaggia di Campese a nord ovest. Gli unici centri abitati dell’isola sono Giglio Porto, Giglio Castello e Campese.

L’isola di Capraia è la sola di origine vulcanica dell’Arcipelago ed è chiamata così per la presenza della capra selvatica che un tempo viveva sull’isola, ora stanziata soltanto a Montecristo. Un gioiello di bellezza selvaggia: pare che in alcune grotte sul versante ovest vivano ancora alcuni rari esemplari di foca comune. A Capraia vivono poco più di quattrocento persone e una Colonia penale agricola che occupa un terzo dell’isola sul lato nord-ovest.

Con la sua forma di mezzaluna l’isola di Giannutri è la più a sud dell’Arcipelago Toscano e si raggiunge da Porto Santo Stefano oppure dall’isola del Giglio. dista dal Giglio 15 km e 12 dall’Argentario. Lo sbarco avviene generalmente alla cala dello Spalmatoio, alcune volte, secondo il vento, la nave può attraccare alla cala Maestra. Qui si trova l’unica spiaggetta dell’isola dove è possibile fare il bagno, il resto della costa si presenta roccioso e di difficile accesso.

L’isola di Montecristo è un paradiso per pochi fortunati. Sulla bellissima isola infatti vivono solo il custode e la sua famiglia: dal 1988 infatti è stata istituita una zona di tutela biologica intorno all’isola per una estensione di mille metri dalla costa e il limite di accesso è di 1000 visitatori l’anno che vengono guidati nei due percorsi dell’isola dal personale del Corpo Forestale dello stato.

L’isola di Gorgona, la più piccola delle sette, si apre a nord l’Arcipelago Toscano ed è sede di una colonia penale, perciò la sua visita è vincolata al permesso della Direzione Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena del Ministero di Grazia e Giustizia.

L’isola di Pianosa come dice il suo nome è l’unica pianeggiante dell’arcipelago. Nel 1858 vi fu istituita una colonia penale ed il carcere di massima sicurezza venne chiuso solo nel 1997. Da allora il paese è disabitato e nell’isola sono presenti una ventina i detenuti in regime di semilibertà che si occupano della ristrutturazione di alcuni edifici e di gestire il piccolo ristorante bar “Cucina Galeotta” e la foresteria Pertini – Caponnetto. L’isola è raggiungibile nei mesi estivi con imbarco a Marina di Campo, all’Isola d’Elba.